scudo d'oro

PREMIO AL PROGETTO INTERNET DI INTERESSE ARALDICO

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2017 SOCIETA’ ITALIANA DI STUDI ARALDICI

2016 I SEGNI DEL POTERE

2015 STEMMARIO FIORENTINO – KUNSTHISTORISCHES INSTITUT

2014 BLASONARIO SUBALPINO

2013 BIBLIOTECA ESTENSE UNIVERSITARIA

2012 ARALDICA CIVICA

2011 FORUM – I NOSTRI AVI

2010 BIBLIOTECA ARCHIGINNASIO DI BOLOGNA – ARCHIWEB

2009 WIKIPEDIA – VOCE ARALDICA

2008 CORPO DELLA NOBILTA’ ITALIANA – CIRCOLO GIOVANILE

2007 ARCHIVIO DI STATO DI FIRENZE – RACCOLTA CERAMELLI PAPIANI

2006 L’ARALDICA DI ROCCIOSO

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PREMIO AL SITO FAMILIARE CON UNA SEZIONE ARALDICA

 

NON PIU’ ASSEGNATO

2015 GENEALOGIA E STORIA DELLA FAMIGLIA DELCO’

2014 GRIFEO DI PARTANNA

2013 IL NOBILE CASATO DEI D’ALESSANDRO

2012 FAMIGLIA COPPOLA

2011 DE FILIPPIS – DELFICO

2010 D’ALENA

2009 SERLUPI

2008 DE JUDICIBUS – GILIBERTI

2007 BORBONE DELLE DUE SICILIE

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PREMIO LETTERARIO

 

2017 ARALDICA BENACENSE E VALSABBINA: a curato di Enrico Stefani, Liberedizioni

2016 GARBAGNATE – FAMIGLIA PER FAMIGLIA a cura di Carlo Preatoni, Giorgio Montrasi, Marcello Naborri ed Emanuela Finocchiaro, Raccolto Edizioni

2015 STEMMARIO DELLE RAZZE TAGLIACOZZANE a cura di Fabrizio Giuseppe Venturini, Progetto Comune Editore

2014 FAMIGLIE E COGNOMI VENETI E FRIULANI a cura di Francesco Boni de Nobili, Dario De Bastiani Editore

2013 LO STEMMARIO CARTARI a cura di Laura Andreani e Alessandra Cannistrà, Opera del Duomo di Orvieto e Lions Club Orvieto

2012 L’ARALDICA DEL PENNINO, DELLO SCALPELLO E DEL PENNELLO a cura di Fabrizio Antonielli d’Oulx, Chiaromente Editore e Vivant

2011 ANNUARIO DELLA NOBILTA’ ITALIANA a cura di Andrea Borella, Società Araldica Genealogica Italiana

2010 ONORE, COLORE, IDENTITA’ a cura di Federico Bona, Centro Studi Piemontesi e Consiglio Regionale Piemonte

2009 GLI STEMMI DEI VICARI DI CERTALDO di Carlo Tibaldescchi, Polistampa

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PREMIO AL MERITO ARALDICO

 

2017 alla memoria di ANDREA CORDERO LANZA DI MONTEZEMOLO Cardinale

2016 UFFICIO ARALDICO PRESSO LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

2015 Ex equo alla memoria di ROSALBINO FASANELLA d’AMORE di RUFFANO e GIOVANNI SICARI

2014 LUIGI BORGIA

2013 ARNALDO FORNI EDITORE

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PREMIO DI LAUREA IN MEMORIA DI PAOLO GIOVANNI MARIA COPPOLA

 

2017 Non assegnato per mancanza di elaborati – nota di merito a Ilaria Buonafalce

2016 Non assegnato per mancanza di elaborati

2015 MICHELA BONAZZI “Il voltone del cimitero dei canonici nel complesso della cattedrale di Verona: un’architettura poco conosciuta del gotico veronese”

2014 GIORGIO SARTOR “La chiesa di San Giorgetto”

2013 Non assegnato per mancanza di elaborati qualitativamente idonei – nota di merito a Rosaria De Biasio

2012 CARLOTTA MONTI GUARNIERI “Diritto nobiliare”

2011 Non assegnato per mancanza di elaborati qualitativamente idonei

2010 LAURA CIRRI “Araldica fiorentina ai tempi di Cosimo III de’ Medici”

 

Gran Premio Scudo D'Oro

PREMIO AL PROGETTO INTERNET DI INTERESSE ARALDICO

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2017 SOCIETA’ ITALIANA DI STUDI ARALDICI – Il sito istituzionale della Societa’ Italiana di Studi Araldici, rappresenta una risorsa digitale del tutto unica fra quelle presenti sul web, non limitandosi alla presentazione dell’ente titolare (presentazione per altro ben impostata, scevra di autocelebrazioni ma con informazioni effettivamente utili e pertinenti), ma fornendo agli utenti ricchi e qualificati contenuti, soprattutto con la sezione dedicata al “Notiziario” e ancor di più con quella dedicata agli “Studi”, vero e proprio fiore all’occhiello del sito, che permette ai cultori della materia, ma anche a semplici neofiti con però un interesse sincero, di approfondire la conoscenza della disciplina araldica, e delle modalità con cui potersi cimentare nel suo studio in maniera seria e rigorosa.

2016 I SEGNI DEL POTERE – Stemmi e Araldica dal Palazzo Pretorio di Vicopisano (PI): Il sito Internet realizzato da Filippo Mori propone una mostra virtuale degli stemmi esposti sulle pareti del Palazzo Pretorio di Vicopisano in provincia di Pisa e delle altre arme dipinte sulle filze del locale archivio storico. Il materiale raccolto è proposto con criterio cronologico, dove ad ogni stemma è dedicata una scheda specifica con l’immagine dell’insegna (ingrandibile alle sue dimensioni originali), un cenno storico-artistico, la blasonatura (di ottima qualità), e i dati “tecnici” del manufatto (materiale, collocazione, misure). Un lavoro incompleto e fermo da tempo, di cui si spera poter incoraggiare la ripresa anche attraverso l’odierno riconoscimento, giacchè – anche a distanza di tempo – risulta essere un lavoro graficamente gradevole, facilmente consultabile, accessibile anche ai meno esperti e preziosa memoria di un’eccezionale fonte primaria.

2015 STEMMARIO FIORENTINO: La risorsa Internet realizzata Kunsthistorisches Institut in Florenz mette on line due distinte collezioni araldiche che nel tempo si sono integrate, ma il merito dell’iniziativa sta nel considerare tale opera un mero punto di partenza, poiché vero scopo del progetto è quello di consentire l’identificazione degli stemmi a partire dalla loro rappresentazione gafica. Il Kunsthistorisches Institut in Florenz non si è però accontentato di adottare soluzioni ormai comuni anche ad altre iniziative digitali, e conformemente alla propria tradizione innovatrice e pionieristica, in collaborazione con l’Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione (ISTI) del Consiglio Nazionale di Ricerca (CNR) di Pisa, ha messo a punto un nuovo strumento di ricerca che prevede il riconoscimento dell’immagine. Così accanto all’indicizzazione verbale, che garantisce il reperimento degli stemmi nella banca dati sotto molteplici categorie tematiche (nome del casato o dell’ente titolare dell’arme, figure, pezze onorevoli, partizioni, pellicce, linee di contorno presenti nello stemma), “è stato sviluppato per il medesimo progetto un software specializzato nel riconoscimento delle immagini: le figure digitalizzate vengono automaticamente scomposte in determinati campi che, con l’aiuto di un algoritmo, vengono allineati a campi simili presi da altre immagini, col risultato di fornire una vasta scelta delle analogie più significative”.

2014 BLASONARIO SUBALPINO: il “Blasonario Subalpino” curato da Federico Bona è on line dagli albori di Internet, e più precisamente dal 1999, ed oggi con i suoi 10.387 stemmi riprodotti, risulta una delle raccolte araldiche più vaste dell’intera rete; la storicità dell’iniziativa, il libero e gratuito accesso ai suoi contenuti, hanno fornito a moltissimi neofiti una preziosa porta d’accesso al mondo dell’araldica, facendo di questa risorsa un modello per tutti i repertori araldici messi in rete successivamente, e tutt’oggi la ricchezza e l’accuratezza del lavoro svolto ne fanno un solido punto di riferimento per ogni ricercatore della materia.

2013 BIBLIOTECA ESTENSE UNIVERSITARIA: è difficile poter trovare un esempio migliore di condivisione delle fonti e di raccordo fra le fonti storiche e le risorse reperibili in rete; il lavoro compiuto dai curatori del progetto “Insegne” della “Biblioteca estense universitaria”, nell’ambito del progetto “Biblioteca digitale”, ha portato alla digitalizzazione e alla condivisione libera, tramite Internet, di alcune opere fondamentali per l’araldica italiana, come il “Dizionario storico-blasonico” del Crollalanza, il “Vocabolario araldico” di Antonio Manno, l’ “Armorial general” di J. B. Rietstap, ma anche di moltissime opere e manoscritti araldici rari o unici conservati dalla prestigiosa istituzione; a questo prezioso e lodevolissimo lavoro è stata poi affiancata l’indicizzazione di oltre 4.000 stemmi, le cui risultanze sono state incrociate con le fonti conservate presso la Biblioteca stessa e molte altre reperite in rete. Difficile poter fare di più a sostegno dell’araldica italiana.

2012 ARALDICA CIVICA: il sito offre la banca dati più completa oggi disponibile in rete relativamente a quel ramo specifico dell’araldica che è l’araldica civica, con autentiche rarità, come gli stemmi delle province abrogate, e strumenti di supporto appositamente realizzati, quale il dizionario araldico di Massimo Ghirardi. La longevità dell’iniziativa, unita alla ricchezza e completezza delle informazioni, hanno reso il sito un solido punto di riferimento per quanti cerchino informazioni in materia, permettendo a molti internauti di entrare in contatto con l’arte del blasone attraverso la sua espressione oggi più quotidiana: quella pubblica.

2011 FORUM – I NOSTRI AVI: l’accurata selezione dei moderatori, il numero e la preparazione di molti dei frequentatori abituali, la razionale organizzazione delle sezioni, l’ormai rilevantissimo numero di argomenti e temi trattati nel corso degli anni, fanno di questo forum curato dall’Istituto Araldico Genealogico Italiano, dalla Commissione Internazionale permanente per lo Studio degli Ordini Cavallereschi e da Famiglie Storiche d’Italia una risorsa che oggi non ha eguali in Italia per chiunque voglia accostarsi all’araldica con l’ausilio di una guida competente ed affidabile, ma anche per chiunque voglia approfondire la conoscenza dell’arte del blasone o confrontarsi su specifiche problematiche relative a questa materia.

2010 BIBLIOTECA DELL’ARCHIGINNASIO DI BOLOGNA – ARCHIWEB: la risorsa curata dall’ente comunale bolognese è un autentico scrigno di preziosi documenti araldici resi fruibili liberamente e gratuitamente al pubblico della rete con modalità semplici ed intuitive. La pluralità e la varietà di tali documenti ne costituiscono una peculiarità assolutamente originale, che da un lato offre ai ricercatori la possibilità di accedere agevolmente a fonti documentali primarie, dall’altro permette all’appassionato della materia un incontro con la varietà espressiva propria dell’araldica.

2009 WIKIPEDIA – ARALDICA : la celebre enciclopedia on line offre ai suoi numerosi utenti una sezione dedicata all’araldica che sebbene sia costantemente in divenire, risulta comunque già ora ampia e versatile. Le informazioni fornite, risultando trasversali a diverse discipline e voci, favoriscono sia l’approfondimento che il contatto occasionale con la disciplina, circostanza che fa di questa risorsa una preziosa porta d’accesso al mondo dell’araldica.

2008 CORPO DELLA NOBILTÀ ITALIANA – C.G. : sebbene da qualche tempo il sito non venga aggiornato ed ulteriormente sviluppato come in precedenza, resta comunque un punto di riferimento di eccezionale valore per la quantità e la qualità delle informazioni e dei documenti proposti, un imprescindibile punto di riferimento per gli studiosi ed una preziosa porta d’accesso per chi si accosta per la prima volta alla materia. Tale circostanza evidenzia ancora di più l’assoluto spessore di quanto fatto in passato, e che ci si augura possa proseguire per il futuro, con l’esplicito augurio che anche questo encomio possa risultare un utile stimolo per i curatori dell’iniziativa.

2007 RACCOLTA CERAMELLI PAPIANI: l’iniziativa di assoluto valore storico, costituisce un sicuro ed affidabile punto di riferimento per i ricercatori, ma anche per i semplici cultori della materia, offrendo un servizio che sino ad oggi non ha eguali nel panorama italiano ma anche europeo, coniugando la plurisecolare tradizione araldica con le moderne risorse tecnologiche ed informatiche.

2006 L’ARALDICA DI ROCCIOSO: Il sito offre in maniera semplice e schematica un’esauriente esposizione delle nozioni di base dell’ araldica nelle sue diverse declinazioni, consentendo anche ai neofiti di accostarsi alla materia.

 

PREMIO AL SITO FAMILIARE CON UNA SEZIONE ARALDICA

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NON PIU’ ASSEGNATO

2015 GENEALOGIA E STORIA DELLA FAMIGLIA DELCO’: pur nella sua semplicità, la sezione del sito familiare Delcò dedicata all’araldica, offre un valido esempio di serietà e costanza nello svolgere le ricerche necessarie alla sua compilazione, ricerche che non si accontentano delle prime evidenze rinvenute né fanno concessioni alle facili derive fantastiche che spesso contraddistinguono questo genere di lavori; un esempio degno di essere additato a tutti i cultori della materia ed in particolare a coloro che vorranno realizzare una sezione araldica nel proprio sito Internet familiare.

2014 GRIFEO DI PARTANNA: pur nella sua semplicità grafica, il sito Internet della famiglia Grifeo dedica un significativo e qualificato spazio all’araldica familiare. Distribuendo sapientemente le informazioni ed il materiale iconografico su diverse pagine monografiche collegate fra loro, con un’efficace sinteticità, i curatori del sito presentano storia, evoluzione e varianti dell’antico blasone familiare, le fonti primarie che ne attestano le caratteristiche e una curiosa ricerca sui casi in cui l’araldica civica ha introdotto nei suoi emblemi parti dello stemma familiare, per un lavoro finale assolutamente interessante sotto il profilo storico ed originale per le forme espositive adottate.

2013 IL NOBILE CASATO DEI D’ALESSANDRO: pur nella sua semplicità grafica, il sito presta una particolare attenzione all’araldica, tanto da dedicare al blasone familiare un’apposita sezione che raccoglie le numerose testimonianze fotografiche delle fonti primarie sparse anche nelle altre pagine del sito, qui però accompagnandole con un adeguato e specifico commento tecnico e storico che intreccia le vicende familiari con l’evoluzione dell’arme araldica, facendo nascere nel lettore un genuino interesse verso l’arte del blasone.

2012 FAMIGLIA COPPOLA: il sito è razionalmente costruito e presta una notevole attenzione agli aspetti araldici relativi al casato. Una sensibilità che appare evidente dalla presenza di una sezione specificatamente dedicata allo stemma della schiatta, anche se numerose informazioni relative all’araldica della prosapia sono distribuite anche nelle altre sezioni ed in particolare in quella che approfondisce la storia del casato; storia in cui le dinamiche del blasone dei Coppola sono abilmente intessute alle vicende familiari, in un connubio di rara efficacia che ben attesta il valore storico-giuridico della disciplina.

2011 DE FILIPPIS – DELFICO: il sito costituisce oggi in Italia uno dei migliori esempi di documentazione storico-araldica di un emblema di famiglia. La storia e l’evoluzione dell’emblema familiare viene infatti ricostruita attraverso una ricca e rigorosa documentazione fotografica delle fonti primarie riportate con puntualità e precisione. Un lavoro esemplare per i cultori della disciplina araldica e stimolante per coloro che muovono i primi passi intorno all’arte del blasone.

2010 D’ALENA: il sito è caratterizzato da un’imponente mole di documenti ed informazioni presentate al pubblico, tanto da renderlo non solo un eccellente sito familiare, ma anche una preziosa risorsa tematica. Una delle sezioni più apprezzabili di questo lavoro è la parte dedicata all’araldica del casato di Sanza, dove -narrando l’evoluzione araldica del casato- le attestazioni delle antiche raffigurazioni dell’emblema familiare, con le relative indicazioni circa la provenienza, e le riproduzioni contemporanee, ad opera di alcuni dei più stimati artisti del campo, costituiscono un raro ed originale intreccio tra storia araldica documentata e attualità araldica di qualità.

2009 SERLUPI: il sito rappresenta un eccellente esempio di racconto della storia familiare attraverso l’analisi dell’araldica del casato, qui impreziosita da una ricca e pregevole iconografia. Le modalità ed i tempi dell’unione delle insegne dei casati Serlupi, d’Ongran, Crescenzi e Ottoboni sono inoltre viva testimonianza a tutti gli utenti internet, dell’attualità di questa secolare disciplina, e costituiscono un valido stimolo alla sua diffusione.

2008 DE JUDICIBUS-GILIBERTI : l’iniziativa è caratterizzata da una grafica coerente e piacevole, che permette di accedere all’ampia sezione dedicata all’araldica presente per ciascuno dei rami in cui risultano articolati i due casati presentati. Tali sezioni sono poi valorizzate da originali riproduzioni delle insegne familiari e dalla scrupolosa indicazione delle fonti da cui le informazioni sono tratte, fornendo un utile e stimolante esempio a tutti i naviganti ed in particolare a coloro che gestiscono analoghi siti familiari.

2007 BORBONE DELLE DUE SICILIE: il sito, ricco di informazioni e documenti, offre una sezione dedicata all’insegna del casato, assolutamente originale e dinamica, capace di incuriosire e destare l’interesse dei naviganti, favorendo così un primo incontro con la disciplina, anche per i più inesperti.

 

PREMIO LETTERARIO

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2017 ARALDICA BENACENSE E VALSABBINA: il volume curato da Enrico Stefani ed edito da Liberedizioni, raccoglie con una formula lineare e snella, le risultanze di un lungo lavoro di ricerca condotto sul campo dal suo autore, che ha censito, studiato ed elaborato le testimonianze araldiche presenti sul territorio locale di riferimento, mettendo in discussione alcune “certezze” storico-araldiche ormai consolidate, ma soprattutto portando alla luce una notevole mole di emblemi araldici per lo più trascurati o ignorati.
Apprezzabile anche la parte iconografica del lavoro, in cui l’autore ha riprodotto gli emblemi censiti, con uno stile molto personale, che nella sua semplicità non lascia dubbi relativamente alla lettura delle diverse insegne.
Un lavoro certamente in linea con l’annunciato obiettivo di voler “avvicinare il lettore alla disciplina araldica e di suscitare interesse per la riscoperta di radici e vicende familiari”, e che nel contempo arricchisce il patrimonio di conoscenze relativamente all’araldica familiare italiana.

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Note di merito
LE API DELLE CITTA’: Il volume curato da Renzo barbattini, Massimo Ghirardi e Giovanni Giovinazzo, sviluppa uno studio trasversale dell’araldica civica attraverso la figura delle api presenti negli emblemi civici; studio articolato e rigoroso che si contraddistingue per l’originalità del lavoro svolto. Il volume edito nel 2016 è stato distribuito nel 2017
FAMIGLIE NOBILI DEL REGNO DI NAPOLI: La pubblicazione curata da Angelandrea Casale, Felice Marciano e Vincenzo Amorosi, propone un inedito stemmario seicentesco; si tratta di un lavoro prezioso per lo studio della materia araldica contribuendo alla salvaguardia delle fonti primarie e facilitandone l’accesso ai cultori della materia. Il volume edito nel 2016 è stato distribuito nel 2017
IL LIBRO D’ORO DI SAN MINIATO: Lo stampato curato da Michele Fiaschi propone la riproduzione degli stemmi inseriti nel Libro d’Oro delle famiglie di San Miniato; si tratta di un lavoro estremamente utile per lo studio della materia araldica contribuendo alla salvaguardia di una fonte primaria ufficiale, facilitandone al contempo la consultazione ai cultori della disciplina.

2016 GARBAGNATE – FAMIGLIA PER FAMIGLIA; LA STORIA E LA GENEALOGIA: Il volume realizzato da Carlo Preatoni, Giorgio Montrasi, Marcello Naborri ed Emanuela Finocchiaro ed edito da Raccolto Edizioni propone i risultati di un eccezionale lavoro di ricerca storico-araldica-genealogica svolto sulla comunità di Garbagnate alle porte di Milano. Sono ben 640 le pagine di grande formato che compongono la pubblicazione e che in particolare raccolgono le circostanziate schede storiche di tutte le famiglie censite, uno stemmario interamente a colori della comunità locale e ben 161 alberi genealogici inediti delle famiglie garbagnatesi (che in molti casi partono dal 1500 per arrivare al XX secolo). Un lavoro ciclopico ed in gran parte del tutto inedito che oltre a fornire dati ed informazioni preziose per gli studiosi, permette di introdurre alla storia di famiglia, alla genealogia ed all’araldica anche un pubblico che difficilmente sarebbe potuto essere raggiunto e coinvolto con altre iniziative, un lavoro che fornisce anche un eccellente esempio di seria e rigorosa ricerca storica locale.

2015 STEMMARIO DELLE RAZZE TAGLIACOZZANE: il volume realizzato da Fabrizio Giuseppe Venturini con la collaborazione di Maurizio Carlo Alberto Gorra ed edito da Progetto Comune Editore, propone uno stemmario dei gruppi familiari storici di Tagliacozzo (“razze” in dialetto locale) i cui emblemi sono stati ideati ex novo dall’autore. Sebbene non si possa condividere la scelta di non rispettare l’alternanza fra smalti e metalli nella composizione degli stemmi, si deve evidenziare come questa iniziativa rappresenti un progetto del tutto innovativo nel panorama editoriale italiano, in grado di rivolgersi ad un pubblico estraneo ai normali circoli dei cultori della materia, e che soprattutto ben dimostra come l’araldica possa ancora risultare una forma espressiva attuale.

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Nota di merito
FAMIGLIE NOBILI DI BELLUNO: Il corposo tomo realizzato da Miriam Curti e Dina Vignaga, edito dall’Istituto Bellunese di Ricerche Sociali e Culturali, non si può definire opera divulgativa, ma il suo contributo allo studio ed alla conoscenza della storia, della genealogia e dell’araldica locale, ma non solo, non può essere taciuto.
Lavoro sostenuto da un’approfondita ricerca d’archivio, si caratterizza per la meticolosa puntualità di note circostanziate, per la vasta bibliografia e per gli inediti alberi genealogici ricostruiti dalle autrici.

2014 FAMIGLIE E COGNOMI VENETI E FRIULANIi: quest’opera in due volumi edita da “Dario De Bastiani Editore” per “Il Gazzettino” e curata da Francesco Boni de Nobili, propone una ristampa ragionata ed arricchita del celebre “Il libro d’argento delle famiglie venete nobili, cittadine e popolari” di Giovanni Dolcetti, uscita ad inizio ‘900 in cinque volumetti. Se prezioso è stato il lavoro originario di Dolcetti che ha esteso il proprio lavoro araldico oltre lo steccato delle famiglie nobili, censendo famiglie spesso poco note e le cui informazioni araldiche sono di difficile reperibilità, numerosi sono i meriti anche di questa edizione curata da Boni de Nobili, che ha riorganizzato e razionalizzato le informazioni e i dati originariamente pubblicati da Dolcetti in maniera disorganica e tal volta confusa, e ha arricchito il lavoro di partenza con precise e utilissime note contenenti per lo più informazioni supplementari, ma anche con un centinaio di nuove immagini di blasoni cui Dolcetti faceva più o meno apertamente riferimento senza però averli riprodotti. Un esempio quindi di intelligente ed utile ristampa di un testo araldico di indiscutibile interesse, offerto per di più ad un prezzo estremamente abbordabile attraverso un canale di facile accesso, quale l’abbinamento ad un quotidiano locale a grande diffusione, sì da rappresentare un’eccellente occasione per far incontrare la scienza araldica anche a coloro che sino ad oggi non hanno mai avuto l’opportunità di occuparsene.

2013 LO STEMMARIO CARTARI: quest’opera edita dall’Opera del Duomo di Orvieto con il Lions Club Orvieto, curata da Laura Andreani e Alessandra Cannistrà, che raccoglie anche i contributi di Maurizio Bettoja, Orietta Filippini, Filippo Orsini e Carlo Rossetti, costituisce un ottimo esempio di edizione critica di un antico stemmario. La fedele riproduzione del manoscritto originale, è infatti accompagnata da una serie di saggi ben organizzati e coordinati che guidano il lettore non solo alla consultazione dello stemmario, ma anche alla sua contestualizzazione; se dunque da un lato lo studioso vi potrà trovare informazioni ed approfondimenti d’interesse, dall’altro anche il lettore meno esperto, che potrebbe aver iniziato con il consultare le sole immagini policrome del volume, potrà contare su un adeguato supporto.

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L’opera è stata stampata nel 2012, ma presentata e distribuita nel 2013; per tale ragione non è stato possibile prenderla in esame nella scorsa edizione del premio ed è invece stata considerata per l’edizione del 2013 che poi si è aggiudicata.

2012 L’ARALDICA DEL PENNINO, DELLO SCALPELLO E DEL PENNELLO: I quattro volumi curati da Fabrizio Antonielli d’Oulx per Vivant ed editi da Roberto Chiaromente Editore, rappresentano il tentativo di censimento -non esaustivo- del vasto patrimonio araldico, di una città come Torino, nelle sue diverse declinazioni; ma non solo. Le giornate di studio che sono alla base della pubblicazione di questi atti infatti hanno raccolto i contributi di alcuni dei più illustri studiosi contemporanei italiani della materia, realizzando di fatto l’occasione per verificare lo stato dell’arte nel nostro paese.
La funzione di conservazione storico-documentale, l’esercizio di testimonianza anche iconografica della poliedricità della materia, l’accostamento di qualificati contributi portatori di sensibilità e tesi differenti in ambito araldico, fanno di questa corposa opera un lavoro scientificamente prezioso, apprezzabile però anche da un punto di vista divulgativo, permettendo un serio e qualificato approccio alla materia.

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Fabrizio Antonielli d’Oulx nato a Torino nel 1947, imprenditore, impegnato in numerosi ambiti culturali è fra l’altro presidente dell’associazione Vivant – Associazione per la valorizzazione delle tradizioni storico nobiliari- e membro del Consiglio di Presidenza del Collegio Araldico di Roma.

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Nota di merito
IMAGO UNIVERSITATIS: I due voluminosi tomi che compongono l’opera edita da Bonomia University Press, diretta da Gian Paolo Brizzi, che ha visto la collaborazione di Andrea Daltri, Silvia Neri, Lorenza Roversi e Pier Paolo Zannoni, non si possono definire divulgativi, ma il loro contributo allo studio ed alla conservazione del patrimonio monumentale araldico italiano non può essere taciuto.
Prezioso, imponente e rigoroso questo censimento araldico dell’Archiginnasio di Bologna – principale monumento araldico italiano -, connotato anche dal tentativo operato da Silvia Neri di rilanciare il dibattito intorno all’attualità del linguaggio araldico.

2011 ANNUARIO DELLA NOBILTA’ ITALIANA: l’enorme quantità di dati raccolti e catalogati da Andrea Borella per la realizzazione di quest’opera edita dalla Società Araldica Genealogica Internazionale, è senza precedenti, e pur trattandosi di un repertorio genealogico più che di un’opera araldica, le migliaia di stemmi riprodotti in bianco e nero, le pregevoli tavole a colori, l’ingentissimo numero di informazioni araldiche riportate, fanno dei 4 volumi che costituiscono quest’edizione monumentale dell’Annuario, un punto di partenza privilegiato per qualsiasi ricerca araldica si voglia intraprendere.

2010 ONORE, COLORE, IDENTITÀ: innumerevoli i pregi di questo importante lavoro di Federico Bona curato da Gustavo Mola di Nomaglio e Roberto Sandri-Giachino per il Centro Studi Piemontesi e il Consiglio Regionale del Piemonte, ad iniziare da una parte introduttiva ricca di riflessioni frutto di originali e stimolanti analisi intorno alle dinamiche che investono oggi la materia araldica, per proseguire poi con l’imponente vastità del materiale elaborato, il ricchissimo apparato iconografico, l’accessibilità economica; aspetti tutti questi che rendono il volume uno strumento davvero prezioso per lo studioso, ma anche un’interessante opportunità di accostarsi all’araldica per il pubblico meno esperto, che, mosso anche semplicemente dall’iniziale curiosità circa gli emblemi censiti, potrà facilmente restare affascinato da questa secolare disciplina.

2009 GLI STEMMI DEI VICARI DI CERTALDO: Carlo Tibaldeschi con un’esposizione esemplare per linearità, semplicità e completezza, guida il lettore alla conoscenza del Palazzo Pretorio di Certaldo, autentico monumento all’arte del blasone. L’opera edita da Polistampa e impreziosita dagli autorevoli interventi del prof. Alessandro Savorelli e del prof. Luigi Borgia, si caratterizza anche per il ricco apparato iconografico che consente una visita virtuale all’edificio e documenta singolarmente i 330 stemmi presenti. La fatica di Tibaldeschi valorizza l’araldica monumentale, oltre che come preziosa fonte primaria per gli studi sulla disciplina, anche e soprattutto come veicolo privilegiato per la promozione della materia presso il più vasto pubblico, che inevitabilmente la incontra nella propria vita quotidiana.

 

PREMIO AL MERITO ARALDICO

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2017 alla memoria di ANDREA CORDERO LANZA DI MONTEZEMOLO Cardinale: Principe della Chiesa, pastore apprezzato, diplomatico affermato, ma anche massima autorità araldica contemporanea della Chiesa cattolica, fu l’ideatore dello stemma papale di Benedetto XVI e coautore del “Manuale di araldica ecclesiastica”, edito nel 2014 dalla Libreria Editrice Vaticana. All’arte del blasone si dedicò con autentica passione promuovendone la conoscenza e la corretta applicazione, perché come egli amava ricordare, il suo scopo era “aiutare coloro che vogliono costruire uno stemma ecclesiastico a farlo in maniera corretta, oppure a non farlo”.

2016 UFFICIO ARALDICO PRESSO LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI: In un’epoca in cui l’araldica soffre di un immeritato declino ed in cui lo scarso interesse dell’opinione pubblica agevola la diffusione in questo ambito di credenze, fantasie ed invenzioni, l’Ufficio Araldico presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri – unica Autorità Pubblica in Italia competente in materia, anche se formalmente solo per gli enti territoriali, gli enti morali e i corpi militari – ha rappresentato e rappresenta un solido punto di riferimento per tutti coloro che a vario titolo si sono accostati a questa disciplina, contrastando l’anarchia cui diversamente la materia sarebbe stata soggetta, attraverso il richiamo ai principi fondamentali da rispettare affinchè uno stemma si possa definire tale.

2015 Ex equo alla memoria di:

ROSALBINO FASANELLA D’AMORE DI RUFFANO: sostenitore degli studi genealogici, nobiliari ed araldici, è stato anche un prolifico ricercatore e scrittore con all’attivo numerosi studi e pubblicazioni; in particolare nel 1993, con Franz Von Lobstein e Gustavo Valente ha fondato la rivista culturale “Araldica Calabrese”, una delle pubblicazioni di settore ancor oggi fra le più apprezzate, e che con il rigore scientifico che la contraddistingue, contribuisce a promuovere le conoscenze in ambito araldico.

e di

GIOVANNI SICARI: Già co-titolare dell’ “Antica Libreria Cascianelli” di Roma, Sicari si è dedicato per lungo tempo agli studi di araldica ed araldica religiosa in particolare, trasformando la sua libreria in un punto di riferimento del settore, curando diverse pubblicazioni cartacee in tale ambito, ma soprattutto, da autentico pioniere, portando tra i primi l’araldica sul web con la creazione nel 2001 del portale Internet “Araldicavaticana.com”; iniziative tutte con cui ha avvicinato molti al mondo dell’araldica, tanto che il suo lavoro è proseguito dopo la sua scomparsa da persone da lui introdotte all’arte del blasone.

2014 LUIGI BORGIA: E’ membro dell’Académie Internationale d’Héraldique, è stato docente a contratto di araldica e sigillografia presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza e successivamente presso l’Università degli Studi di Firenze, coautore del volume “Insegne e simboli”, autore di numerose e apprezzate pubblicazioni e studi, conferenziere araldico d’eccezione, membro e collaboratore dei più prestigiosi enti araldici italiani. La sua attività in campo araldico però non si è contraddistinta solo per la sua difficilmente eguagliabile preparazione e professionalità, ma anche e soprattutto per la sua disponibilità a sostenere, incentivare ed aiutare la ricerca e gli studi nel campo, tanto nei confronti dei più qualificati colleghi, che degli studenti alle prime armi, che dei semplici appassionati, manifestando inoltre una predisposizione e una capacità divulgativa di rara efficacia.

2013 ARNALDO FORNI EDITORE: In più di 50 anni di attività la casa editrice “Arnaldo Forni Editore” ha costituito un catalogo di opere araldiche in copia anastatica, di assoluto valore per numero e qualità dei titoli, rendendo accessibile ai cultori della materia testi rari e tal volta introvabili, contribuendo così alla formazione di moltissimi studiosi ed appassionati, e favorendo la diffusione della conoscenza dell’araldica.

 

PREMIO DI LAUREA IN MEMORIA DI PAOLO GIOVANNI MARIA COPPOLA

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2017 Non assegnato per mancanza di elaborati.

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Nota di merito
Non avendo la commissione giudicatrice potuto assegnare il premio di laurea in memoria di Paolo Giovanni Maria Coppola per mancanza di elaborati inviati, il Senato Accademico del Centro Studi Araldici ha voluto comunque incoraggiare gli studi accademici in ambito araldico, assegnando un premio ed una nota di merito a ILARIA BUONAFALCE per la tesi di specializzazione “Il Libro Pequin: un armoriale miniato di argomento italiano della Biblioteca Nazionale a Madrid (ms. 12596)” discussa presso la Scuola di Specializzazione in Storia dell’Arte dell’Università degli Studi di Firenze, nell’anno accademico 1999/2000.

2016 Non assegnato per mancanza di elaborati.

2015 MICHELA BONAZZI: con la tesi “Il voltone del cimitero dei canonici nel complesso della cattedrale di Verona: un’architettura poco conosciuta del gotico veronese” si approfondiscono in particolare gli aspetti storico artistici riguardanti il Duomo di Verona, dalla sua fondazione, agli albori dell’epoca rinascimentale con specifica attenzione al cosiddetto “voltone”, manufatto accessorio e sino ad oggi poco indagato. Il lavoro mette in luce la significativa funzione dell’Araldica nel percorso storico e di ricerca condotto dall’autrice, e costituisce un contributo originale, fondato su una bibliografia esaustiva e ben strutturata, ricco di note puntuali e circostanziate, e – pur con alcuni limiti blasonici – esposto con proprietà di linguaggio.

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Michela Bonazzi: “Il voltone del cimitero dei canonici nel complesso della cattedrale di Verona: un’architettura poco conosciuta del gotico veronese” tesi di laurea discussa nell’anno accademico 2013-2014 presso l’Università degli Studi di Verona – Corso di Laurea in Beni Culturali. Relatore prof. Fabio Coden.

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Per la valutazione degli elaborati pervenuti è stata istituita un’apposita commissioni di autorevoli studiosi della materia, che autonomamente ed indipendentemente l’uno dall’altro hanno esaminato i lavori. A comporre tale commissione sono stati la professoressa Silvia Neri già ricercatrice presso il Dipartimento di Discipline storiche dell’Università di Bologna, si è occupata prevalentemente di Sigillografia e di Araldica di età medievale e moderna; socia dell’Istituto Araldico Genealogico Italiano, fra le pubblicazioni cui ha contribuito si segnala “Imago Universitatis” opera fondamentale per lo studio dell’araldica dell’Archiginnasio. Professor Andrea Borella fondatore della casa editrice S.A.G.I., ha curato l’anastatica del celebre Stemmario Cremosano, dal 1998 dirige la seconda serie dell’ “Annuario della Nobiltà Italiana” e dal 2003 ha dato vita ad una collana di repertori genealogici e nobiliari dedicati ai vari Paesi del Mondo. Perito e consulente tecnico in araldica presso il Tribunale di Sondrio è specializzato in storia e in scienze etno-antropologiche, docente di genealogia, araldica e araldica ecclesiastica presso l’Ateneo Pontificio “Regina Apostolorum” di Roma, è consulente per il diritto dinastico di alcuni Governi e di svariate Case sovrane ed ex sovrane nel mondo. Gianfranco Rocculi è un libero professionista con Laurea in Architettura presso il Politecnico di Milano. I suoi principali interessi, quale Cultore della Materia, sono nell’ambito delle Scienze Documentarie della Storia, con particolare attenzione a studi di argomento medievistico riferiti all’araldica e alle imprese del periodo visconteo-sforzesco. E’ membro di numerose associazioni storico-araldiche italiane e internazionali tra cui la Società Storica Lombarda, la Società Italiana di Studi Araldici di cui è Segretario, l’Istituto Araldico Genealogico Italiano come Socio Corrispondente, la Società Svizzera di Araldica e l’Istituto Italiano dei Castelli, quale Consigliere della Sezione Lombardia. Nell’ambito dei suoi percorsi di ricerca ha al suo attivo numerose pubblicazioni e conferenze..

2014 GIORGIO SARTOR: con la tesi “La chiesa di San Giorgetto – uno scrigno di araldica tedesca (sec. XIII-XIV)” viene esaminato il patrimonio araldico presente nella chiesetta di San Giorgetto, già dell’Ordine dei Predicatori, in Verona; all’introduzione al tema, integrato dal breve excursus sull’araldica veronese, segue un vero e proprio saggio sui reperti araldici tardo-medievali di personaggi tedeschi, presenti nel nord-est della nostra penisola. Dalle pergamene trecentesche dell’A.S. di Mantova alle 25 schede dedicate alle armi germaniche della chiesa di San Giorgetto, la trattazione è improntata ad assai elevato livello di conoscenza e di metodo. La scientificità del lavoro trae ulteriore pregio dalla ricca iconografia, che, alle riproduzioni fotografiche, aggiunge puntuali ricostruzioni grafiche d’eccezione. Sebbene possa essere opinabile l’inserimento della parte finale riferita alla gestione attuale del luogo e la pur apprezzabile bibliografia palesi qualche carenza, l’elaborato resta una notevole ricerca storico-araldica per i suoi molti innegabili aspetti positivi.

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Giorgio Sartor: “La chiesa di San Giorgetto – uno scrigno di araldica tedesca (sec. XIII-XIV)” tesi di laurea discussa nell’anno accademico 2011-2012 presso l’Università degli Studi di Verona – Corso di Laurea in Beni Culturali. Relatore prof. Daniela Zumiani.

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Per la valutazione degli elaborati pervenuti è stata istituita un’apposita commissioni di autorevoli studiosi della materia, che autonomamente ed indipendentemente l’uno dall’altro hanno esaminato i lavori. A comporre tale commissione sono stati il prof. Angelo Scordo membro della Società Italiana di Sudi Araldici e di Vivant, già docente presso l’Università degli Sudi di Torino, magistrato onorario, avvocato e dirigente d’azienda, autore di numerosi studi e pubblicazioni in ambito araldico, è fra i curatori de “I consegnamenti d’arme piemontesi” edito da Vivant nel 2000; Giorgio Aldrighetti socio ordinario dell’Istituto Araldico Genealogico Italiano, membro del Comitato scientifico del periodico “Nobiltà”, consulente araldico del Corpo della Nobiltà Italiana – Associazione Nobiliare Regionale Veneta – e dell’Ordine di Malta – Gran Priorato di Lombardia e Venezia -, ha fornito numerose consulenze soprattutto nell’ambito dell’araldica ecclesiastica ed è autore di una ottantina tra monografie e saggi; Alberto Lembo, giornalista, già Deputato del Parlamento Italiano, dal 2004 al 2011 ha ricoperto l’incarico di Presidente della “Commissione di studio sulle onorificenze della Repubblica”, organo consultivo della Presidenza del Consiglio, e dal 2012 al 2014 Presidente di analogo organo presso il Ministero degli Esteri, cultore e studioso di araldica, ha al suo attivo numerose pubblicazioni e collaborazioni con enti e periodici araldico-cavallereschi.

2013 Non assegnato per mancanza di elaborati qualitativamente idonei.

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Per la valutazione degli elaborati pervenuti è stata istituita un’apposita commissioni di autorevoli studiosi della materia, che autonomamente ed indipendentemente l’uno dall’altro hanno esaminato i lavori. A comporre tale commissione sono stati il prof. Alessandro Savorelli membro dell’Académie Internationale d’Héraldique, docente presso la Scuola Normale Superiore di Pisa e autore di numerose pubblicazioni e studi di carattere araldico; Maurizio Carlo Alberto Gorra, collaboratore di innumerevoli enti culturali, in ambito araldico è un prolifico autore di studi e saggi, oltre che un esperto ed apprezzato relatore; Marco Foppoli, membro dell’Académie Internationale d’Héraldique e di altri fra i più prestigiosi enti araldici italiani ed europei, è un grafico ed illustratore araldico professionista con all’attivo innumerevoli lavori istituzionali e diversi studi storici ed araldici.

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Nota di merito
Non avendo la commissione giudicatrice ritenuto di poter assegnare il premio di laurea a nessuna delle tesi esaminate, la Cancelleria del Centro Studi Araldici ha voluto comunque incoraggiare gli studi accademici in ambito araldico, assegnando un premio di 500,00 euro ed una nota di merito a ROSARIA DI BIASIO per la tesi di laurea “Gli stemmi del palio di Feltre” discussa presso l’ “Accademia di Belle Arti di Venezia” nell’anno accademico 1996/1997.

2012 CARLOTTA MONTI GUARNIERI: con la tesi di laurea “Il diritto nobiliare: cenni storici, legislazione della penisola italiana e aspetti attuali”, l’autrice presenta uno studio antologico organico del diritto nobiliare in Italia. Le dinamiche formative ed evolutive dei ceti nobiliari vengono ben esposte nella prima parte, caratterizzata dal taglio istituzionale e storico, che spazia dal diritto nobiliare a quello cavalleresco. Nella seconda parte vengono invece esaminate alcune forme che tale diritto ha assunto nelle diverse realtà statuali in cui era divisa la penisola italica e le loro successive evoluzioni. Più sintetica la parte finale in cui per altro trova maggiore spazio la componente più propriamente araldica, nella quale viene adeguatamente affrontato l’aspetto giuridico dell’araldica familiare oggi in Italia. Buona la bibliografia, mentre molto curato è l’esame delle origini delle fonti giuridiche, costituzionali, legislative e giurisprudenziali, attraverso numerose note di testo, con particolare riguardo ai mutamenti politico-istituzionali e sociali.

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Carlotta Monti Guarnieri: “Il diritto nobiliare: cenni storici , legislazione della penisola italiana e aspetti attuali” tesi di laurea discussa nell’anno accademico 2010-2011 presso l’Università degli Studi di Padova – Facoltà di Giurisprudenza. Relatore prof. Chiara Maria Valsecchi.

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Per la valutazione degli elaborati pervenuti è stata istituita un’apposita commissioni di autorevoli studiosi della materia, che autonomamente ed indipendentemente l’uno dall’altro hanno esaminato i lavori. A comporre tale commissione sono stati il prof. Luigi Borgia membro dell’Académie Internationale d’Héraldique, decano degli araldisti italiani e autore di innumerevoli pubblicazioni specialistiche; il prof. Fernando Crociani Baglioni, membro effettivo del Collegio Araldico di Roma, autore di due saggi e di un cospicuo numero di articoli e contributi di contenuto araldico su alcune delle più autorevole pubblicazioni in materia; il dr Gustavo Mola di Nomaglio membro di numerose istituzioni culturali, fra le quali il Centro Studi Piemontesi ed in ambito araldico, la Società Italiana di Studi Araldici e Vivant, oltre che autorevole e prolifico autore di studi, saggi e contributi di carattere storico ed araldico.

2011 Non assegnato per mancanza di elaborati qualitativamente idonei.

2010 LAURA CIRRI: con la tesi di laurea “Araldica fiorentina al tempo di Cosimo III de’ Medici”, l’autrice propone una lettura critica dell’aspetto strettamente araldico del manoscritto 475 dell’Archivio di Stato di Firenze. Il lavoro risulta ben inquadrato storicamente, ricco di elementi d’interesse storico-artistici, caratterizzato dall’accurata redazione di schede analitiche dove con linguaggio esperto si effettua anche un’interessante comparazione dei linguaggi araldici e un’originale ed esaustiva disamina circa le caratteristiche e gli usi delle corone; il tutto supportato da una ricca e circostanziata bibliografia.

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Laura Cirri: “Araldica fiorentina al tempo di Cosimo III de’ Medici – Armeria gentilizia di Firenze ovvero Registro delle figure delle Famiglie fiorentine et Armi delle città, terre, ufizi et altro dello Stato fiorentino” tesi di laurea discussa nell’anno accademico 2005-2006 presso l’Università degli Studi Di Firenze – Facoltà di Lettere e Filosofia. Relatore prof. Dora Liscia, correlatore prof. Luigi Borgia.

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Per la valutazione degli elaborati pervenuti è stata istituita un’apposita commissioni di autorevoli studiosi della materia, che autonomamente ed indipendentemente l’uno dall’altro hanno esaminato i lavori. A comporre tale commissione sono stati il dr. Fabrizio Antonielli d’Oulx presidente dell’associazione Vivant – Associazione per la valorizzazione delle tradizioni storico-nobiliari, membro del Consiglio di Presidenza del Collegio Araldico di Roma, il generale di brigata Alberico Lo Faso di Serradifalco presidente della Società Italiana di Studi Araldici, direttore del periodico araldico “Sul Tutto”, autore di diversi studi e pubblicazioni, e il prof. Carlo Tibaldeschi, già docente presso l’Università di Pavia, tra i fondatori dell’Istituto Araldico Genealogico Italiano e fondatore della Scuola di Genealogia, Araldica e Scienze Documentarie.

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Nota di merito
Inoltre, in considerazione delle qualità dell’elaborato, si è voluta esprimere una particolare nota di merito anche per il lavoro di EUGENIA GADALETA: “Stemmario Carpani – Blasonatura e digitalizzazione di uno stemmario comense del XV secolo”, tesi discussa nell’ Anno Accademico 2004-2005 presso l’ Universita’ degli Studi dell’Insubria – Facoltà di scienze Matematiche, Fisiche e Naturali – Corso di Laurea in Scienze dei Beni e delle Attività Culturali. Relatore prof. Mario Conetti.